PERCHE' IL SUCCO DI ALOE RINFORZA LE DIFESE NATURALI DELL'ORGANISMO?

Postato da saperilocali 24/06/2020 0 Commenti Alimentazione,Benessere,Integratori,Didattica,

L'aloe rinforza le difese naturali dell'organismo saperi locali

 

PERCHE' IL SUCCO DI ALOE RINFORZA LE DIFESE NATURALI DELL'ORGANISMO?

 

Il succo di aloe vera rinforza le difese naturali dell'organismo perchè è uno dei più potenti anti-infiammatori naturali che esista ed è commestibile. Non solo ma riduce gli stati di stress e di affaticamento corporeo e mentale, tiene in forma le persone aiutandole a dimagrire.

Ma prima che ti parlo dell'aloe vera come alimento, voglio parlarti di cosa è un infiammazione (infiammazione dell'intestino, infiammazione della pelle, infiammazione della bocca, infiammazione cronica, infiammazione dei tessuti)?

Nella vita di tutti noi, c’è stato sicuramente un periodo in cui ci si è passati da un periodo dove non ci si ammalava da tantissimo tempo ad un periodo dove si era sempre raffreddati o a letto con l’influenza.

Questo succede soprattutto quando gli impegni si accavallano e lo stress aumenta tra traffico, lavoro e gestione della vita quotidiana, rendendoci più stanchi e vulnerabili.

In queste condizioni è normale che il sistema immunitario abbia dei momenti di cedimento e risulti meno efficiente ma non tutto è perduto. Possiamo rafforzarlo in qualche modo e sin da subito.

Nel momento in cui accusiamo dei sintomi anche semplici come arrossamenti, calore o dolori, vuol dire che siamo sotto attacco.

 

Una semplice febbre è il segnale che il nostro sistema di difesa sta già agendo.

Quando viviamo uno stato di spossatezza, stanchezza e inappetenza protratti, oppure diventiamo facilmente soggetti a infezioni da batteri o funghi (come nel caso della candida o dell’herpes), vuol dire che il nostro sistema immunitario è indebolito e che è necessario un intervento per non rischiare di ammalarci e indebolirci troppo.

Con l'avanzare dell’età avvengono numerosi cambiamenti nel corpo umano, tra cui anche una certa riduzione della capacità di risposta immunitaria, con un conseguente aumento delle possibilità di ammalarsi e di essere vittima di infezioni spesso fatali.

Il declino del sistema immunitario con l'età si riflette nella maggiore suscettibilità alle malattie infettive, nella scarsa risposta alle vaccinazioni per l’influenza o batteri, nell'aumento delle possibilità di insorgenza di mutazioni genetiche, di malattie autoimmuni e di altre malattie croniche.

Tutte queste malattie hanno in comune uno stato di infiammazione del tessuto o dell’area del nostro corpo che è sotto attacco.

 

Quindi, cos’è un infiammazione?

Quando i patogeni (virus, batteri, funghi) attaccano le nostre cellule, il nostro sistema immunitario stimola una reazione di difesa dei tessuti interessati, attraverso la loro infiammazione. Quindi, in origine l’infiammazione è un fenomeno positivo, appunto di difesa. Purtroppo, però spesso gli effetti di un’infiammazione prolungata nel tempo, può, invece, produrre effetti negativi per lo stesso corpo.

 

Ma vediamo meglio cos’è e come funziona l’infiammazione dal punto di visto biologico.

L'infiammazione è un meccanismo tipico dell’immunità innata, che si instaura in presenza di agenti patogeni e di un danno tissutale di tipo chimico (veleni), fisico (traumi, radiazioni, alte o basse temperature) o biologico (virus, batteri).

L’infiammazione consente di:

  1. eliminare la causa che ne è alla base della stessa infiammazione;
  2. riparare le lesioni ai tessuti; e
  3. ristabilire la normale funzionalità dell’organismo grazie all’intervento di cellule difensive.

 

Quindi, come ho accennato sopra, è essenzialmente un meccanismo di difesa che, in caso di infezioni e lesioni, ha l'obiettivo di localizzare ed eliminare l'agente nocivo e rimuovere i componenti danneggiati del tessuto promuovendo la guarigione.

 

Come si manifesta l’infiammazione nel nostro organismo?

La risposta infiammatoria consiste in cambiamenti nel flusso sanguigno, aumento della permeabilità dei vasi sanguigni e la migrazione di fluidi, proteine ​​e globuli bianchi dalla circolazione al sito di danno tissutale.

Una risposta infiammatoria che dura solo pochi giorni è chiamata infiammazione acuta, mentre una risposta di durata più lunga viene definita infiammazione cronica.

 

L'infiammazione acuta provoca sintomi come mal di gola o il prurito di una puntura d'insetto, solitamente temporanei, che scompaiono quando la risposta infiammatoria è completata.

In alcuni casi però l'infiammazione può causare danni, come la distruzione tissutale o una risposta infiammatoria prolungata e dannosa. Questo si verifica quando i meccanismi di regolazione della risposta infiammatoria sono difettosi o la capacità di eliminare l'agente nocivo è compromessa; un esempio può essere una reazione allergica, in cui un agente normalmente innocuo come il polline stimola l'infiammazione e le reazioni autoimmuni.

 

Quali sono le cause dell'infiammazione?

Abbiamo già detto che l’infiammazione può essere causata da microrganismi, agenti fisici, sostanze chimiche, risposte immunologiche inadeguate e morte dei tessuti. Quindi, anche i virus e i batteri possono contribuire alla reazione infiammatoria.

I virus agiscono distruggendo le cellule del corpo, i secondi (i batteri) rilasciando sostanze chiamate endotossine che avvelenano le cellule, provocandone la loro morte o mutazione.

Traumi fisici, ustioni, radiazioni e congelamento sono altre possibili cause di infiammazione, allo stesso modo di sostanze chimiche corrosive come acidi, alcali e agenti ossidanti. L'infiammazione può anche verificarsi in caso di perdita di flusso sanguigno nell'area (ad esempio, quando subiamo una contusione).

 

Come si fa a riconoscere un’infiammazione?

I sintomi riconducibili all'infiammazione sono generalmente rossore, calore, dolore e gonfiore.

Il rossore deriva dalla dilatazione dei piccoli vasi sanguigni nell'area della lesione.

Il calore è causato dall'aumento del flusso sanguigno attraverso la zona interessata e viene sperimentato solo nelle parti esterne del corpo (pelle). Una forma di calore è la febbre. Questa è causata da mediatori chimici dell'infiammazione e aiuta l'aumento della temperatura del corpo.

Il dolore è causato in parte dalla distorsione dei tessuti causata dal gonfiore, ma anche da alcuni mediatori chimici dell'infiammazione, come la bradichinina, la serotonina e le prostaglandine.

Il gonfiore, chiamato edema, è causato prevalentemente dall'accumulo di liquidi all'esterno dei vasi sanguigni. Un'altra manifestazione di infiammazione è la perdita di funzione dell'area infiammata, che può derivare dal dolore che inibisce la mobilità o da un gonfiore grave che impedisce il movimento nella zona colpita.

 

Come si auto-ripara il nostro corpo grazie all’infiammazione?

Durante il processo di guarigione, le cellule danneggiate dalle cause che hanno procurato l’infiammazione, ed in grado di proliferare, si auto-rigenerano.

Alcune cellule, come quelle epiteliali, si rigenerano facilmente, mentre altre, come nel fegato che in genere non proliferano, lo fanno solo dopo che si è verificato un danno (attenzione, però! Non tutti i tessuti del nostro corpo posseggono la capacità di auto-ripararsi. Ad esempio, uno dei tessuti non in grado di auto-ripararsi è quello nervoso-cerebrale. Quindi, attenzione alle infiammazioni che interessano il cervello e le fasce nervose che scorrono dentro la colonna vertebrale. I danni possono essere permanenti). Perché la rigenerazione cellulare abbia successo, è necessario che la struttura del tessuto sia abbastanza semplice da ricostruire. La riparazione, che si verifica quando il danno tissutale è sostanziale o la normale architettura del tessuto non può essere rigenerata correttamente, provoca la formazione di una cicatrice fibrosa.

 

Perché, in alcuni casi, all’infiammazione si associa la produzione di pus?

La formazione di pus (suppurazione) avviene quando l'agente che ha provocato l'infiammazione è difficile da eliminare. Il pus è un liquido viscoso costituito principalmente dall'infezione procurata dai batteri, come lo stafilococco e lo streptococco. Una volta che il pus inizia a raccogliersi in un tessuto, viene circondato da una membrana, dando origine a una struttura chiamata ascesso.

 

Quando l’infiammazione diventa cronica?

Se l'agente che causa un'infiammazione non può essere eliminato, o se c'è qualche interferenza con il processo di guarigione, una risposta infiammatoria acuta può diventare infiammazione cronica. Anche episodi ripetuti di infiammazione acuta possono provocare infiammazioni croniche. L'estensione fisica, la durata e gli effetti dell'infiammazione cronica variano a seconda della causa della lesione e della capacità dell'organismo di migliorare il danno. L'infiammazione cronica può essere causata da organismi infettivi che sono in grado di resistere alle difese dell'organismo e persistono nei tessuti per un periodo prolungato, come funghi, ma anche materiali come polvere di silice o schegge di metallo o di legno.

Se da un lato il meccanismo dell’infiammazione è funzionale al corpo per difendersi dalle infezioni, quando diventa cronica si trasforma in una minaccia per la tua salute. L’infiammazione cronica, per esempio, logora i tessuti e alimenta quella sovrapproduzione di radicali liberi che causa l’invecchiamento cellulare.

Anche lo stile di vita può influenzare notevolmente l’insorgenza o meno di infiammazioni. Fumo, alcol, cattiva alimentazione, assenza di esercizio fisico, stress sono tutti fattori che favoriscono l’infiammazione cronica.

 

REGOLA N. 1: Evitare le cattive abitudini e ridurre gli stati di stress. Possono causarti delle infiammazioni più o meno gravi che portano ad annullare tanti altri sacrifici e piaceri che ti fanno stare in salute

 

Abbiamo visto che le infiammazioni da malattia sono collegate ad uno scarso funzionamento del nostro sistema immunitario.

Quindi, cosa possiamo fare per rafforzare il nostro sistema immunitario ed evitare le infiammazioni?

In effetti, seguire alcuni principi base che prevedono una perfetta combinazione di abitudini virtuose ci possono essere d’aiuto nel rendere più efficienti le nostre difese:

  1. Fare esercizio fisico
  2. Eliminare lo stress
  3. Dormire meglio
  4. Curare l’igiene del corpo
  5. Coltivare relazioni sociali positive
  6. Integrare la dieta con vitamine e minerali
  7. Migliorare la dieta seguendo lo stile della “dieta mediterranea”

 

Tra tutte queste sane abitudini, qui ti parlerò solo di quella di migliorare la tua dieta integrandola, proprio per ridurre e prevenire le infiammazioni, con del succo di aloe pura, da bere la mattina o la sera a digiuno e per cicli durante l'anno.

Intanto, ti dico subito che l’aloe vera da bere pura: contiene enzimi che riducono la produzione di prostaglandine e leucotrieni che sono i mediatori dell’infiammazione.

 

REGOLA N. 2: Integrare la propria dieta quotidiana con cibi a forte capacità antinfiammatoria

 

Ma andiamo a conoscere un pò meglio che cos'è l'ALOE.

L'ALOE BARBADENSIS (comunemente conosciuta come aloe vera), una pianta grassa di origine africana e perenne, presente anche in Italia e comune in Sicilia, può stare al sole, anzi deve stare al sole.

L’Aloe vera è alimento ed è quindi commestibile: le persone, dell’aloe consumano, generalmente, il succo che viene ricavato dal gel all'interno delle foglie più carnose. Questo succo contiene 200 composti attivi e oltre 75 nutrienti tra cui: 20 minerali, inclusi Calcio, Cromo, Ferro, Fosforo, Magnesio, Manganese, Potassio, Sodio, Zinco, 18 amminoacidi sui 20 necessari all'uomo, 12 vitamine, incluse A, C, D, E e il gruppo B; enzimi, necessari a tutti i processi vitali; polisaccaridi, saponine e steroli vegetali. Tutti questi elementi rendono l'Aloe una sorta di "guaritore naturale" utilizzato già dai popoli dell'antichità tra cui Egiziani, Assiri, Indiani, ecc.

 

L'aloe vera è un integratore alimentare naturale: proprio perché contiene moltissime delle sostanze nutritive essenziali per un corretto mantenimento del corpo e fa dimagrire.

 

L'aloe vera è un depurativo del corpo e dell'intestino: è in grado di disintossicare l'organismo dalle tossine. Non solo, i suoi saccaridi aderiscono alle pareti dell'intestino formando una barriera protettiva che impedisce l'assorbimento di sostanze dannose.

 

L'aloe vera è un lassativo: essendo un'alleata del sistema digestivo, stimola la flora batterica e l'eliminazione dei rifiuti, migliorando al contempo l'assorbimento delle sostanze nutritive (ma non degli elementi dannosi). Per questo motivo riduce gli effetti collaterali dei farmaci sull'apparato digerente come acidità di stomaco, crampi e stitichezza.

 

L'aloe vera rinforza le difese naturali dell'organismo ed uno stimolante del sistema immunitario: contiene l’acemannano, uno zucchero dalle proprietà antivirali, antinfiammatorie, stimolando la produzione di macrofagi, globuli bianchi che distruggono le cellule dannose.

 

L'aloe vera è un lenitivo contro le punture e le scottature: offre un sollievo immediato alle punture di zanzare ed altri insetti, di meduse e perfino di ortica. Il suo potere lenitivo si estende anche alle scottature (sia quelle in cucina sia quelle dovute al troppo sole).

 

L'aloe vera aiuta la riparazione dei tessuti del corpo: è in grado di riparare rapidamente tessuti e membrane, perciò viene utilizzata non solo sulle ustioni ma anche su ferite, eczemi e vesciche, per accelerare la guarigione.

 

L'aloe vera cura la pelle e i suoi inestetismi: ha un 'azione dermoprotettiva, idratante ed emolliente. Per questo motivo tale pianta viene abbondantemente utilizzata dall'industria della bellezza in saponi, creme e bagnoschiuma.

 

L'aloe vera cura i capelli: è un eccezionale balsamo in quanto rende i capelli lucidi, e protegge il cuoio capelluto e può essere usata contro la forfora.

 

L'aloe vera previene la carie dei denti e le afte in bocca: è un efficace battericida. Per questo può essere utilizzata all'interno di una corretta igiene dentale: pulisce i canali e contrasta la placca. Inoltre, la sua azione coagulante è efficace anche sull'afte e sulle ferite interne al cavo orale.

 

L'aloe vera riduce gli stati di stress e affaticamento corporeo e mentale: contiene gli antrachinoni, fitonutrienti con proprietà antimicrobiotiche e antidolorifiche (le cosiddette aloine - A e B, chiamate rispettivamente barbaloina e isobarbaloina). Favoriscono l'assimilazione a livello intestinale, e fungono da veri e propri lassativi. Proprio per il timore che possano indurre diarrea e dolori addominali, il limite degli antrachinoni è fissato per legge a 50 ppm (ppm = parti per milione)

 

Però, prima di assumere il succo di aloe, devi sapere che …

Oltre ai numerosi effetti benefici, l'aloe, consumato come succo da bere, può presentare effetti collaterali insoliti, che non vanno ignorati da alcune persone che, per età, per stato temporaneo o per una malattia che hanno in corso, non possono assumerlo.

 

Una regola che vale per tutti è che per godere appieno delle proprietà di questa pianta, occorre moderazione: un sovradosaggio di aloe può portare a disidratazione, spasmi allo stomaco e crampi intestinali. Pertanto è sconsigliato assumere una quantità oltre la dose consigliata dal produttore (generalmente, si parla di 50 ml al giorno per una persona adulta di peso medio) e per un utilizzo prolungato. È preferibile fare dei cicli di trattamento di 20 giorni con pausa di almeno altri 20 giorni.

Poi, è vietata somministrare succo di aloe ai bambini sotto i 3 anni.

 

E’, invece, sconsigliato per i bambini fino a 12 anni, per le donne in gravidanza, per quelle in allattamento e durante il ciclo mestruale. In questi casi, il succo d’aloe va assunto solo in caso di necessità e con dosi molto ridotte.

 

Inoltre, si consiglia di bere succo d’aloe per quelle persone che soffrono di colon irritabile caratterizzato dall'alternanza tra stipsi e diarrea, e per quelle persone che soffrono di varici, emorroidi, fistole anali, morbo di Crohn, colite ulcerosa, appendicite, malattie infiammatorie intestinali e affezioni renali.

L'uso prolungato di succo di aloe è particolarmente sconsigliato, poi, per i pazienti che seguono certe terapie farmacologiche. Tieni conto che l'aloe può interagire con farmaci potassiurici, diuretici tiazidici, digitalici, antiaritmici e cortisonici.

Infine, l'aumentato transito intestinale scatenato dall'assunzione di aloe succo può ridurre l'assorbimento di farmaci assunti contemporaneamente per via orale.

 

Altra cosa, invece, è l’uso di gel di aloe come prodotto antinfiammatorio per uso esterno.

L'aloe gel è indicato (per uso esterno) nei casi di scottature, abrasioni, contusioni e piccole ferite.

È dimostrata la sua efficacia nell'accelerare la guarigione di lesioni cutanee di varia natura.

 

Ottimo come gel vaginale (solo se è puro o vicino alla purezza) per le sue proprietà antisettiche, antifungine, emollienti ed idratanti, è inoltre capace di dilatare i capillari, aumentando il flusso ematico locale.

Usata per idratare la pelle di mani screpolate, pelli secche e aggiunto alle creme solari, è un buon rimedio per la cura del capello e del cuoio capelluto, per il trattamento contro la psoriasi e l'herpes simplex, come prodotto emolliente e anti-aging per pelli più mature.

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Stammi bene,

Paola Renzetti Paola Renzetti

 

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