10 Storie sull'alimentazione sana più la mia

Postato da saperilocali 03/08/2020 0 Commenti Alimentazione,Benessere,

 

10 Storie sull'alimentazione sana più la mia

 

Agosto è tempo di vacanze e dopo un periodo così stressante come quello in cui per tre mesi siamo stati costretti alle misure di restrizione sociale a seguito della pandemia del coronavirus, Covid-19, è tempo di essere leggeri, rilassati.

Per questo, ti voglio raccontare 10 storie di alimentazione sana che mi rendono felice, più la mia, oltre al fatto che, cliccando qui, puoi accedere direttamente alla mia super OFFERTA per farti RISPARMIARE subito il 20% sulla tua spesa sana.

 

Storia n. 1: l’antica ricetta di nonna per il sugo di ceci e verdure

 

Storia n. 2: come rendere felice la tua vita, eliminando lo stress dal tuo intestino

 

Storia n. 3: come far diventare la cucina, la sala giochi più bella per mia figlia

 

Storia n. 4: la vera “spesa intelligente” che ti fa risparmiare in tutti i sensi

 

Storia n. 5: come risolvere il problema di cosa cucinare a cena

 

Storia n. 6: un regalo inaspettato per augurare buona salute

 

Storia n. 7: un’azione che diventa abitudine, che diventa benessere

 

Storia n. 8: una spesa amarcord

 

Storia n. 9: come fare felice una ragazza con un make-up vero green

 

Storia n. 10: come risparmiare sulla spesa e non sulla salute

 

La mia storia.

 

Mi è sempre piaciuto raccontare delle storie felici. La storia, piccola o grande che sia, epica oppure normale, è affascinante perché racconta qualcosa di vero, capace di insegnarci qualcosa. Se poi è una storia felice, è ancora meglio. Una storia felice trasmette buon umore, trasferisce un po’ della sua felicità anche a chi l’ascolta.

La nostra vita è fatta di piccole storie; tutti i giorni, solo che spesso lo dimentichiamo.

Quelle che qui sto per raccontarti sono le storie di alcuni miei clienti. Persone che incontro tutti i giorni, con cui scambio due chiacchiere, mi chiedono consigli, do la mia opinione, condivido con loro il mio metodo SANI.

Aiutare le persone è sempre stata una mia passione, direi la mia vocazione. Essere altruista mi fa stare bene, egoisticamente parlando.

 

SAPERI LOCALI mi offre molte occasioni per realizzare la mia vocazione.

Tutto inizia dalla mia passione per le scienze naturali, tanto da avergli dedicato la mia laurea in Biologia. Studiare la vita in tutti i suoi processi, chimici, fisici e quindi biologici, è sempre stato per me come vivere “la storia infinita”. Una storia, appunto!

Più impari e più vuoi imparare. Il piacere della scoperta è affascinante, capace di rapirti. Inoltre, poter imparare tutti i giorni, ti fa sentire attiva, curiosa, sempre aperta a nuove cose. Direi, ti fa sentire sempre giovane, come se fossi ancora la ragazza di tanti anni fa.

 

Sono nata e cresciuta in famiglia, nella mia città di Pescara, precisamente a Portanuova, zona Pineta D’Avalos. Ricordo che la mia infanzia è stata felice, fatta di piccole cose ma solide, tanto che, quando sono diventata mamma, molti degli insegnamenti ricevuti dai miei genitori, mi sono tornati utili per crescere ed educare, a mia volta, i miei figli.

Tra quegli insegnamenti, l’educazione al cibo sano, a come sceglierlo e a come consumarlo, è stata molto importante per la mia vita e per ciò che sto per raccontarvi.

L’educazione al cibo sano è qualcosa che puoi apprendere a scuola, sui libri, ascoltando qualcuno esperto ma la cosa più importante è quando l’apprendi praticandola tutti i giorni, a partire da bambina.

 

La buona educazione al cibo sano ha due nemici.

Il primo nemico è l’ignoranza.

 

Questa si nasconde dietro le cattive abitudini e le convinzioni sbagliate. Per combatterla devi renderti conto che devi imparare molto per riconoscere i tuoi errori, cosa per niente facile. Anzi, spesso solo l’idea che tu ti stia sbagliando, ti fa odiare l’idea di dover cambiare opinione. E’ quello che capita a molte persone che sognano in qualcosa di meglio ma che non sono disposte a mettere in discussione le loro credenze. Questo è un classico!

 

L’altro nemico della buona educazione al cibo sano è il tempo.

Si proprio così: il tempo. Quel maledetto tempo che non c’è mai quando serve. Il giorno dura sempre e solo 24 ore e le cose da fare sono tantissime, tanto che devi decidere a cosa devi dare la priorità. Spesso, la comodità della soluzione facile vince sulla logica che bisogna fare un sacrificio. Il nostro cervello è programmato per non sprecare il tempo e le energie, quindi se una soluzione è comoda, quella è la soluzione che fa il cervello sceglie per te!

Si sa anche questo. Spesso non tutte le cose comode sono le cose giuste da fare e quando una soluzione è comoda è facile che diventa anche la nostra nuova abitudine, a cui aggiungeremo una buona dose di credenze positive per giustificare che è una buona abitudine.

Ed ecco che la cosa è fatta!

Se abbiamo imparato a pranzare con una pizzetta di qualità scadente, buona di gusto (e ci mancherebbe se no, non si venderebbe) ma un disastro per la nostra salute, e questa pizzetta rappresenta la soluzione più comoda per ritornare in ufficio in tempo, beh! Allora faremo di tutto per convincerci che questa facile soluzione è la cosa più giusta da fare, mentre cercheremo di attribuire a qualcos’altro i piccoli fastidi, i malesseri, che avvertiremo nel pomeriggio durante la digestione e poi sempre più spesso fino essere tutto il giorno in uno stato di stress permanente. Certamente questo stress, non sarà colpa della pizzetta o del fatto che mangiamo male a pranzo, ma del compagno, del mio capo al lavoro, dei figli che stressano continuamente e chissà di cos’altro. Tutto pur di non ammettere che forse tutto è incominciato con quella pizzetta a pranzo, che poi è diventata un hamburger, che poi è diventato un pranzo veloce, scadente ma a buon prezzo nella trattoria non distante dall’ufficio. Magari, anche del fatto che la colazione viene spesso sostituita con un semplice caffè, oppure, con caffè e cornetto o uno cappuccino e pasta frolla; del fatto che a l’acqua spesso preferisci una bibita gassata e zuccherata, ovvero, solo zuccherata che tu confondi con un succo di frutta naturale e sano, e tante altre cose simili.

Si! La colpa del tuo stato di stress sicuramente sta da qualche altra parte. Non è facile per te affermare che, invece, sei stata tu che hai deciso di ignorare la buona educazione al cibo sano e che quindi il tuo intestino, maltrattato con il cibo che gli rifornisci, ti ripaga con una buona dose di stress e di malessere.

 

Le mie 10 storie partono proprio da vicende simili a questa.

Le persone davanti al buon cibo (buono nel senso che è irresistibile ma non è buono per il tuo corpo) si comportano tutte allo stesso modo (questa è statistica e su questo molti imperi societari ci hanno fatto la loro fortuna nel settore del food, o meglio del junk-food – cibo spazzatura).

Spesso sono gli uomini quelli più propensi a ragionare con la pancia che con la testa ma non tutti. Nelle mie storie, infatti, troverai qualche uomo, pochi ma buoni.

Tra marzo e maggio del 2020, anno bisestile, abbiamo vissuto un periodo difficile. Molti di noi (io un po’ meno) siamo stati costretti a rimanere chiusi in casa per evitare di ammalarci e contribuire a diffondere l’epidemia da coronavirus, Covid-19. Non è stato un bel periodo. L’ansia di ammalarci, la reclusione in casa senza precedenti per un periodo così lungo, la paura di non sapere come difenderci e come combattere questo male oscuro. Tutte cose che ci hanno costretto a riflettere su molte delle nostre abitudini e delle nostre credenze.

Se da un lato, il periodo del lock-down ci ha tolto tante libertà e generato tante paure, dall’altro lato, ci ha dato la possibilità di fare un po’ di pulizia tra le nostre credenze sbagliate, di riscoprire antichi valori, di rimetterci di nuovo in gioco.

Durante tutto il lock-down non ho incontrato personalmente le mie clienti. Li sentivo spesso al telefono. Gli sono stata accanto per fare la spesa, cercando e trovando i prodotti che mi chiedevano per quanto mi è stato possibile. Ero diventata la loro persona di fiducia a cui chiedere consigli su informazioni spesso apprese maldestramente su internet, per niente corrette dal punto di vista della corretta alimentazione. E allora, piano a piano, ho cercato di aiutare queste persone a riflettere sugli acquisti prima di pensare semplicemente ad acquistare un determinato prodotto. Da qui, ho capito e avuto conferma che sempre più spesso non usiamo il cervello per fare la spesa ma la pancia e con la scusa del portafoglio, giustifichiamo una scelta sbagliata “che vuoi fare, costava poco e quindi ho risparmiato!”.

Invece, durante il lock-down ho dedicato me stessa a far ragionare alcune delle mie clienti e a far sì che oggi, hanno acquisito nuove credenze che gli permettono di fare le scelte giuste.

Storie di scelte sane per il benessere delle persone.

 

Storia n. 1: l’antica ricetta di nonna per il sugo di ceci e verdure

Dopo tre mesi di reclusione in casa, una cliente torna a fare la spesa direttamente nel nostro negozio di Pescara. Ha trovato una piacevole novità: per fare la spesa in sicurezza deve prenotare così evita l’assembramento in negozio o di fare la fila fuori nel marciapiede ma soprattutto, ha imparato a pianificare anche il momento di fare la spesa, trasformandola da attività di impulso, ad attività programmata e pianificata.

Oggi è venuta per ritirare la sua porzione di legumi lessati che da qualche tempo sto proponendo come soluzione per superare l’obiezione “non consumo i legumi perché non ho tempo per cucinarli”. Io insisto sul fatto che i legumi (molto ricchi di isoflavoni, sostanze importanti per la salute, in particolare, delle donne) vanno consumati 2/3 volte a settimana e quindi, pur di superare l’obiezione delle mie clienti, mi sono messa io a cucinarli per loro (idea vincente, perché molte mie clienti, finalmente, sono tornate a consumare regolarmente i legumi durante la settimana). Il suo discorso parte proprio dal cucinare i legumi e come questi sono stati motivo di sfogo del tempo che non passava mai in casa durante il lock-down.

Erano anni che, per colpa del poco tempo a disposizione, non cucinava regolarmente i legumi ed in particolare i ceci. Però il lock-down gli ha dato l’opportunità di avere la famiglia tutta riunita ogni giorno a pranzo e così si è trovata a dedicare del tempo al pranzo, non solo come tempo trascorso sulla tavola ma anche come tempo dedicato alla preparazione del cibo. Preparare tutti i giorni il pranzo non è stato come preparare il pranzo della domenica (e nemmeno questo perché spesso va a pranzare al ristorante, magari fuori città). No, è stato qualcosa di più.

Durante questi tre mesi di restrizione sociale in casa per colpa del coronavirus, la mia cliente ha dovuto pianificare la colazione, il pranzo e la cena di tutti i giorni. E questo l’ha portata a valutare cose era diventata la sua vita fino ad allora. Come aveva sostituito la buona cucina con la soluzione facile del pranzo sotto l’ufficio. Ha riscoperto le preparazioni lunghe fatte di verdure e cereali che però tanto le piacevano da ragazza, quando a prepararle era sua madre. Chiusa in casa, invece, è riuscita a ritrovare il tempo. Un giorno, ha deciso di preparare un piatto che gli preparava, da piccola, la nonna: pasta e ceci con il sugo di verdure. Badate, non era solo una questione di cibo. Erano soprattutto ricordi che tornavo ad essere rivissuti. I ricordi c’erano ancora, però messi a tacere dalla pizzetta consumata tutti i giorni a pranzo. Questa volta non era come essere a casa della nonna (li si era in tanti e la famiglia numerosa della nonna faceva la differenza) ma la sensazione che ha provato nel gustare quel piatto era andata oltre il momento. Come da bambina, aveva messo a mollo i ceci e, come diceva la nonna, aveva aspettato che riposassero tutta la notte per poi lessarli l’indomani. Da piccola, aveva dato a tutto questo dei bei ricordi. Dopo averli lessati, la nonna passava alla preparazione del sugo di verdure con i pomodori del suo orto, belli freschi, e alla preparazione dei maltagliati, fatti in casa, con la farina di solina.

Questa cosa l’aveva resa veramente felice.

Adesso è tornata tre giorni a settimana a lavorare in ufficio e quindi è tornata a pranzare fuori casa. Però, a mantenuto ciò che il Covid-19 gli ha restituito: è tornata a consumare i legumi con il buon sugo di verdure che gli aveva insegnato la nonna. Con una variante: i legumi lessati, come faceva la nonna, glieli fornisco io.

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Storia n. 2: come rendere felice la tua vita, eliminando lo stress dal tuo intestino

A metà luglio, entra da SAPERI LOCALI una persona. Non era tra le mie clienti. Chiede un rimedio naturale per il suo intestino irritato. Mi racconta che la domenica precedente era stata in montagna, reduce da una lunga passeggiata e da una scorpacciata in trattoria per riprendersi dalla fatica della passeggiata. Lei sa già che il suo intestino con l’arrivo del caldo estivo l’avrebbe messa a dura prova. Questo, le capita tutte le volte che cambia la stagione e tutte le volte che si abbuffa in trattoria. Non sto parlando di quantità. Sto parlando di mischiare cibi che non andrebbero mischiati così frequentemente e che mettono a dura prova la salute dell’intestino.

Si sa anche questo, o almeno spero che si sappia: l’intestino è importante come il cervello. Se sta bene l’intestino, sta bene anche il cervello.

L’estate, poi, per lei è una vera tortura per il suo intestino: mangia spesso fuori casa; consuma panini, insalate, oppure tanta frutta a pranzo; esce spesso con gli amici per un aperitivo cenato; dorme poco; insomma una vera e propria prova di forza per il suo intestino. Inoltre, la domenica, una volta sotto il sole al mare, l’altra in montagna. Questo stile di vita le fa perdere molti sali minerali che non vengono correttamente rintegrate con l’alimentazione che pratica.

Per tutta risposta, ha provato ad ascoltare i consigli delle réclame in TV, per cui ha iniziato a consumare integratori multivitaminici che gli dovrebbero dare un’energia “fulminante”, come anche i “fermenti lattici miracolosi”. Invece, niente. Il suo intestino è sempre punto e a capo!

Finalmente, una sua amica, una nostra cliente, le ha consigliato di venire da noi, per trovare un rimedio sano e naturale. La nostra cliente, qualche settimana prima, aveva acquistato uno dei nostri kit per aumentare le difese immunitarie, proprio per migliorare la salute del suo intestino e ne aveva ricevuto giovamento. Lei, invece, era molto scettica a dire il vero, su questo approccio olistico all’alimentazione. La sua credenza era che quella che “Alimentazione sana contro Pranzo al ristorante”, vince il ristorante 10 a 0.

Oggi, sono trascorse due settimane da quando ha iniziato a consumare, con regolarità i prodotti che gli ho messo a disposizione, sia alimentari che integratori. Per aiutarla, gli sto anche venendo incontro con delle preparazioni che gli fanno superare le obiezioni mentali del “tempo”, mentre, con le mie collaboratrici, la stiamo aiutando a pianificare gli accoppiamenti tra i vari cibi e a capire di più cosa ci sta dietro un alimento. Soprattutto, per il suo intestino sono importanti alcuni vitamine, amminoacidi, la fibra alimentare, i sali minerali, nelle giuste proporzioni e di origine naturale. Da quando ha iniziato ad avere più cura del suo intestino in modo naturale, la notte dorme meglio e di giorno è meno irascibile.

Gli amici apprezzano e anche il suo intestino.

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Storia n. 3: come far diventare la cucina, la sala giochi più bella per mia figlia

Una giovane mamma torna da SAPERI LOCALI per acquistare (come dice lei) il suo kit perfetto per far fare una torta con la sua bambina: uova biologiche, farina biologica tipo 1 e miele torchiato di mille fiori dei parchi abruzzesi.

Ci racconta come il dover stare tutti insieme chiusi in casa per colpa del coronavirus è stata l’occasione per guardare il cibo in maniera diversa e per insegnare alla sua bambina non solo a mangiare bene, ma anche ad apprezzare le diverse varietà di alimenti che la natura ci offre e a diventare creativi in cucina.

Per le loro ricette fantasiose hanno scelto alimenti di qualità, con pochi grassi saturi, niente sale e pochi zuccheri.

Ed ecco che hanno preparato un budino di latte addensato con i semi di chia; hanno realizzato uno yogurt con fermenti naturali a cui hanno aggiunto della vera frutta fresca; hanno realizzato una crostata con una confettura senza zucchero aggiunto; si sono messi a fare i biscotti in casa usando farine semi-integrali di vari cereali (orzo, avena, mais, riso, farro, grani antichi) a cui hanno aggiunto la farina di mandorle per ridurre zucchero e burro; hanno realizzato polpettine di farina di ceci e verdure, cuocendole al forno anziché friggerle; si sono divertite a realizzare il purè colorato, aggiungendo alle patate lesse, le carote lesse oppure la passata di piselli.

La bambina ha 9 anni e si è veramente divertita a giocare in cucina con la sua mamma. Tra loro due si è rafforzata la complicità che porterà la bambina, un giorno, ad essere madre e a trasferire ai suoi figli quello che ha imparato nei giorni del coronavirus.

Con le ferie di agosto, si è ripromessa di condividere questi giochi coinvolgendo anche il marito, finalmente rientrato dall’estero dopo il periodo di restrizione sociale. I prossimi obiettivi sono di fare il pane in casa, la pasta fatta in casa e realizzare gustosissime crostate. Io, gli ho dato un mio consiglio (non è su come coinvolgere il marito nell’impresa. Su quello neanche io posso fare miracoli): realizzare un buon frullato con yogurt fatto in casa e frutta fresca e biologica per rendere meno afose le giornate di agosto.

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Storia n. 4: la vera “spesa intelligente” che ti fa risparmiare in tutti i sensi

Si tratta di una cliente piuttosto giovane. Quando l’ho conosciuta è arrivata da SAPERI LOCALI con una strana richiesta. Il suo nutrizionista gli aveva prescritto un piano alimentare settimanale con quantità e tipologie di cibo ben precise.

Lei fino ad allora non era riuscita a rispettare il piano di spesa. Quando faceva la spesa, non riusciva a calibrare le quantità, né tantomeno aveva tempo per cercare le esatte tipologie di cibo che le servivano.

Insomma, un disastro! La dieta era andata a farsi friggere, così come le speranze che in essa aveva riposto.

Quindi, il mio compito era quello di farle fare la spesa, consegnandole tutte le settimane quello che le serviva e basta!

Detto, fatto!

Oggi, dopo un anno che la sto aiutando a fare la spesa, la trovo molto bene e veramente contenta di come sta ed io, appresso a lei. Sapere di esserle stata di aiuto in tutto questo tempo, mi rende altrettanto felice e orgogliosa del mio lavoro.

Inoltre, parlando con lei ho scoperto che non solo compra solo quello che le serve ma dopo un anno, andando a controllare l’estratto conto del bancomat, ha scoperto anche che, a conti fatti, ha pure risparmiato e non poco. Con la spesa calibrata ha evitato di sprecare cibo o di mangiare di più, con tanta buona salute sia per il suo corpo, sia per il conto in banca!

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Storia n. 5: come risolvere il problema di cosa cucinare a cena

Si tratta della storia di un mio cliente. Si avete capito bene! Finalmente, dopo tante clienti, posso raccontarvi anche la storia di un mio cliente “uomo”!

Ha conosciuto SAPERI LOCALI durante il periodo del lock-down. Si tratta di una persona di una certa età. A occhio e croce, direi che ha superato i 60 anni e vive da solo. I figli vivono lontano e la signora che gli faceva le pulizie in casa e gli preparava la cena, durante la restrizione sociale a causa del coronavirus, non poteva assisterlo. Alcuni dei miei clienti, suoi amici, gli avevano parlato del mio negozio come possibile soluzione per i suoi problemi. Quindi, ci chiama al telefono e ci dice se lo aiutiamo a fare la spesa.

Anche in questo caso, detto, fatto! Durante i tre mesi di restrizione sociale, gli siamo stati vicino tutte le settimane, portandogli a casa, ogni genere alimentare e per l’igiene del corpo, eccetto la carne e il pesce fresco. In più, per telefono, gli davo dei consigli su come accoppiare i cibi per pranzo e per cena.

Da allora, siamo diventati amici, mentre la collaborazione continua grazie al servizio, in abbonamento mensile, di consegna bisettimanale di salse pronte, che ritira regolarmente in negozio per consumarle la sera, durante la settimana. Anche in questo caso, mi piace pensare che tutto questo lo stia rendendo un po’ felice.

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Storia n. 6: un regalo inaspettato per augurare buona salute

Certe richieste delle mie clienti sorprendono anche me. Una di queste mi capita però sempre più spesso e quindi non sono più sorpresa quando la ricevo ma prima di svelarla, devo raccontarti l’antefatto.

Non so se lo sai. Io sono quella che, a Pescara, ha fatto conoscere l’uovo più buono d’Italia, giudicato così dalla rivista “Il Gambero Rosso” nel numero di novembre 2019.

Si tratta di un uovo biologico, prodotto in un pollaio all’aperto di Massa D’Albe (AQ). E’ un vero super-food contro il colesterolo cattivo, poiché è eccezionalmente ricco di omega-3 e omega-6, a causa di come sono allevate ed alimentate le galline produttrici.

Insomma, è proprio vero che noi siamo quello che mangiamo. Questo vale per noi ma vale soprattutto anche per gli animali e le piante che ci forniscono i loro prodotti per la nostra dieta.

Non sai quanto mi sforzo a spiegare proprio questo concetto ai miei clienti. E’ un concetto semplice ma che, altrettanto semplicemente, viene ignorato dal consumatore.

Se un prodotto è stato ottenuto da un allevamento o da un campo condotto con tecniche aggressive dove si è fatto uso e abuso di veleni, prima o poi quei veleni li troverai nel prodotto che consumi, e giorno dopo giorno, quei veleni si accumuleranno nel tuo corpo, fino a portarti ad ammalarti. Oggi, la scienza è finalmente riuscita a decifrare molte cause di malattie cosiddette “metaboliche”, dove il cattivo cibo è tra le prime cause indiziarie.

Però, devo dire anche che molte mie clienti mi seguono su questi argomenti e seguono rigorosamente il mio metodo SANI per fare la spesa, che ho messo a punto grazie ai ricercatori del CeSI-MeT dell’Università degli Studi di Chieti.

Una delle mie clienti, molto contenta della sua esperienza con le uova che ho selezionato, l’altro giorno mi ha chiesto una confezione regalo. Cosa? Regalare delle uova? Lei mi ha risposto che un uovo così importante e pieno di significato è il modo migliore per augurare prosperità e buona salute a chi lo riceve.

Io le credo e le ho fatto i miei complimenti. Credo che a questo punto posso dire di aver lavorato bene se questi sono i risultati.

Quindi, semplicemente, grazie.

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Storia n. 7: un’azione che diventa abitudine, che diventa benessere

Ecco la storia di un altro mio cliente. Si tratta di un imprenditore con la passione per l’esercizio fisico e l’alimentazione corretta. Non sono tante le persone che ho conosciuto che perseguono una vita votata al benessere. Alcune volte trovo persone che si privano di tante cose, altre volte, di persone che ignorano le basi del benessere. Beh! Credo che la cosa giusta sia sempre quella del corretto equilibrio tra il dovere e il piacere.

Il mio cliente è una persona esigente. A metà giornata si reca in palestra, per la sua ora dedicata all’esercizio fisico e, invece di andare a casa, e condizionare tutta una famiglia sulle sue esigenze alimentari specifiche, mi chiama e chiede un pasto pronto con dosi precise che gli ha prescritto il suo nutrizionista. Quando dico precise, significa esattamente quel dato grammo di quel dato prodotto e siccome è un imprenditore, esige, giustamente, che tutto sia perfetto!

Servendolo durante tutti questi anni, ho imparato anch’io una piccola lezione. Ciò che conta negli affari, come nella vita, è la costanza di quello che si fa. All’inizio quell’azione può apparire esagerata, illogica ma con il passare del tempo, quando inizi a vederne i risultati, allora, ti rendi conto che, goccia dopo goccia, l’acqua ha scavato un canyon.

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Storia n. 8: una spesa amarcord

Ciao Paola, ho un problema serio e ritengo che tu possa aiutarmi a risolverlo.

Dimmi? Cosa posso fare per te?

Ho i miei genitori, molto anziani, chiusi in casa, spaventati da tutte queste notizie che si sentono sul coronavirus, che sta minacciando la vita delle persone più deboli. Loro non possono uscire di casa ed io non voglio che si facciano venire strane idee al riguardo. Mi aiuti a fare la spesa per loro. Ti mando io il messaggio su WhatsApp di cosa hanno bisogno. Tu vedi di fare il possibile con i prodotti che hai. Mi fido. So che i tuoi prodotti sono certamente i migliori che si possono trovare sul mercato. Per la consegna, ti chiedo di occupartene personalmente. A te ti conoscono da piccola. Non si fidano ad aprire la porta a chiunque, tantomeno agli sconosciuti.

Si tratta di una di quelle richieste che ti rendono orgogliosa per il lavoro che fai ma che, allo stesso tempo, ti caricano di tante responsabilità. Questa volta, veramente pesanti.

Ad ogni modo, ho fatto del mio meglio e per tre mesi gli sono stata accanto tutte le settimane. Una cosa che mi ha fatto molto pensare è stato quando la signora, la mamma della mia cliente, prese a chiamare direttamente in negozio per fare l’ordine e chiedeva di acquistare prodotti freschi, dell’orto, ma che non erano di stagione.

Qui, ho capito come, anni di spesa fatta in modo sbagliato, ti portano a pensare che puoi consumare quello che vuoi, quando vuoi. Beh! Questo se lo trovi figo, io lo trovo sbagliato. Puoi accontentare in questo modo il tuo palato (appunto, la tua pancia) ma la tua salute no! La biologia del nostro corpo segue l’andamento delle stagioni, che cambia al cambiamento della lunghezza delle ore di luce-buio, così come della temperatura e con esso anche le esigenze nutritive in termini di sali minerali, vitamine, amminoacidi e di tanti altri micronutrienti detti “nutraceutici”.

La signora, dopo 50 anni di sfrenati acquisti al supermercato e di globalizzazione dei mercati, aveva dimenticato tante cose che, invece, aveva fatto quando era una giovane donna. Oramai, la sua abitudine di fare la spesa era stata manipolata dal marketing massivo del “tutto sempre e quando vuoi”. Io gli ho ricordato tante cose che aveva quasi dimenticato.

Oggi, sono la coppia di vecchietti più belli del mio negozio, felici di aver ritrovato i gusti dell’orto di casa e di tante abitudini che avevano messo da parte, riscoprendo sapori quasi dimenticati e con essi, altrettanti ricordi di gioventù.

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Storia n. 9: come fare felice una ragazza con un make-up vero green

Non sono tante le ragazze che frequentano SAPERI LOCALI. Di questo, sono dispiaciuta. Io sono mamma di due adolescenti e di un bambino. So quanto è importante per i giovani essere ben educati ai cibi sani e naturali. Basta vedere come l’ISTAT, specialmente in Abruzzo, ha segnalato che nel 2018 sono cresciuti i casi di obesità infantile e si tratta, oramai, di un trend, di uno di quelli di cui preoccuparsi seriamente.

I bambini malnutriti di oggi, saranno gli adulti malati di domani.

Ad ogni modo, questa ragazza è arrivata a noi perché ha scoperto, tramite le nostre storie su Instagram, che avevamo in negozio dei cosmetici solo a base di prodotti naturali e biologici che la potevano aiutare a combattere la sua acne.

Sono contenta che ha pensato a noi. Chiaramente l’acne non è solo un problema estetico. Quello è la punta dell’iceberg. Spesso dietro a questo fastidio, ci sta anche una dieta sbagliata.

Dopo averla servita con i migliori prodotti cosmetici che gli servivano per combattere il suo fastidio, gli ho detto di venire con sua madre perché avevo bisogno di parlarci. Quando è venuta la signora, gli ho consigliato una mia amica nutrizionista che poteva meglio seguire sua figlia per i problemi di dieta. Io avevo delle idee al riguardo ma era necessario, in questo caso, che fosse seguita da una professionista, con tutti i controlli necessari al riguardo.

La ragazza oggi sta bene. Non ha eliminato del tutto il suo fastidio ma certamente sta molto meglio di prima e oltre a continuare ad utilizzare prodotti adatti per la sua igiene, ha iniziato ad apprezzare anche il make-up biologico e gli smalti al 75% di prodotti naturali per la manicure che ho selezionato pensando proprio alle mie figlie adolescenti.

Da mamma a mamma, questa ragazza l’ho presa a cuore. Ha la stessa età di mia figlia, la grande.

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Storia n. 10: come risparmiare sulla spesa e non sulla salute

Il periodo di lock-down ci ha portato a conoscere, seppur via telefono, molti nuovi clienti. Alcuni di questi, non ci conoscevano ma ci avevano scelto per quello che avevano letto su di noi; altri, invece, ci hanno scelto perché era comodo fare la spesa da noi. Eravamo veloci, avevamo prodotti ottimi e consegnavamo a casa, con pagamento via paypal o bonifico ma non avevano idea perché eravamo diversi dagli altri negozi.

Con il tempo, alcuni di questi ultimi non li abbiamo più visti. Sono tornati a fare la spesa al supermercato, con la scusa che al supermercato risparmiano.

Lo sapete come la penso su questo argomento. Anch’io per anni sono andata a fare la spesa al supermercato fino a quando ho capito come funziona. Al supermercato non si risparmia. Al massimo, puoi avere una maggiore scelta di prodotti ma se acquisti prodotti di qualità analoga a quelli che trovi nel mio negozio, allora non paghi di meno, anzi, li paghi anche più cari.

Quindi, le persone credono di risparmiare e magari alcune volte ci riescono pure (è come il gioco d’azzardo, ogni tanto, il casinò deve far vincere i clienti, se non ci va più nessuno a giocare). Il fatto è che quello che oggi risparmi, lo spenderai domani a cure mediche e medicinali per combattere i problemi di salute dovuti alla cattiva alimentazione, come cibi sbagliati e quantità non necessarie di cibo per il tuo corpo.

Tuttavia, aver capito come funziona al supermercato non mi è bastato. Mi sono detta che dovevo fare di più per i miei clienti pur di vederli più felici. Dovevo dare loro la possibilità di risparmiare e allo stesso tempo di ricevere prodotti di alta qualità nutrizionale.

Ma come è possibile tutto questo?

Semplicemente ho chiamato i miei fornitori e gli ho detto se mi concedevano uno sconto qualora avessi pagato i prodotti alla consegna e non a fine mese.

La risposta è stata affermativa e allora ho trasferito questo sconto più una quota ce l’ho messa io rinunciando ai miei guadagni e ho realizzato il cosiddetto “voucher risparmio”. Ovvero, il cliente acquista un voucher per un importo, il più adeguato alla sua capacità di consumo e di fabbisogno, ed io gli concedo uno sconto del 20% subito, all’acquisto del voucher. Poi, il cliente può spendere il voucher per comprare tutto quello che gli occorre che, ovviamente, non è già scontato.

Anche in questo caso, detto, fatto!

La prima ad aver acquistato il voucher risparmio è stata una famiglia di 4 persone, due adulti e due bambini.

Ora è un mese che fanno la spesa regolarmente tutte le settimane grazie al voucher risparmio e, a quanto mi dicono, sono molto felici di acquistare prodotti sani, spendendo meno rispetto agli altri negozi. Non so se stanno spendendo meno se fossero andati al supermercato, anche perché il paragone non regge, ma sono certa che stanno spendendo bene per la loro salute e con il tempo mi ringrazieranno.

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Ed infine, ecco la mia storia.

 

La parte della mia gioventù la conosci già. Te ne ho parlato prima. Tuttavia, non ti ho raccontato perché la passione per il cibo sano è diventata da virtù a necessità.

Questo è accaduto quando sono arrivati i miei figli e mio marito ha iniziato a mangiare male, stressato dal lavoro che conduceva.

Dopo essere diventata moglie, sono diventata anche mamma e da mamma cambia tutto. Stai molto attenta a cosa far mangiare ai bambini. Non vuoi che crescono a merendine e schifezze. Quindi, via questo, via quell’altro e fare la spesa diventò un vero e proprio lavoro.

Tanto che, negli anni, un po’ per passione, un po’ per necessità, un po’ perché avevo studiato all’Università cosa voleva dire mangiare sano, ho iniziato a diventare una vera e propria esperta di come fare una spesa sana.

Tuttavia, quello che non sapevo era che mio marito non mangiava sano quando era fuori per lavoro.

Fino a che stava a casa, ero riuscita a tenere a bada le sue tentazioni in cucina; quando, invece, ha iniziato, per lavoro, a pranzare e cenare al ristorante, tutti i giorni lavorativi della settimana, la cosa ci è sfuggita di mano. Da circa 60 kili, il suo peso standard, in un anno era passato a pesarne più di 80 ed anche i livelli di colesterolo LDL erano cresciuti di molto.

Tutto era accaduto troppo in fretta. E allora, non bastava più essere solo un esperta di come fare una spesa sana. Se volevo riportare la serenità in famiglia e cacciare via il temporale che sia annunciava sul futuro della mia famiglia, dovevo fare di più. Dovevo riiniziare a studiare, ad aggiornarmi sui temi della nutrizione legata alle malattie metaboliche. Dovevo far cambiare le abitudini a mio marito, portandolo ad appassionarsi alla cucina sana, a vederla come unica soluzione se voleva vivere una vita felice in famiglia, accanto a me e ai suoi figli.

Ci sono riuscita! Oggi mio marito è il mio socio in azienda e mi dà spesso una mano nella gestione, soprattutto sugli aspetti fiscali, finanziari e giuridici e non solo. Essendo lui di formazione perito agrario, nel progetto SAPERI LOCALI ha ritrovato la passione da ragazzo per l’agricoltura, per i contadini. Ed ecco che è in prima fila quando facciamo le visite aziendali, a valutare la correttezza delle operazioni agronomiche e come realizzano i prodotti alimentari. Insomma è diventato un vero fun del progetto SAPERI LOCALI e un fervido sostenitore dei miei consigli sani. Di tutto questo, oggi parlano chiaro le sue analisi del sangue, mentre la bilancia è tornata ai valori di quando aveva 30 anni.

Questi sono risultati di buona salute per lui e soddisfazioni felici per me e per tutti noi, in famiglia.

 

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Stammi bene, Paola Renzetti

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