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L’energia della vitamina E

Postato da saperilocali 04/12/2018 0 Commenti Alimentazione,Alimenti,Benessere,Cosmesi,Integratori,

L’energia della vitamina E

vitamina E

L’energia della vitamina E

Vitamina E è il nome collettivo che viene attribuito ad un gruppo di vitamine liposolubili, suddivise principalmente in tocoferoli e tocotrienoli. Di questi, l’alfa-tocoferolo è quello che si considera come la vera e propria “Vitamina E” per questo motivo la vitamina E viene chiamata comunemente anche tocoferolo (Azzi A, 2018). Come tutte le vitamine è essenziale per l’organismo anche se richiesta in quantità minime. Infatti, l’assunzione adeguata giornaliera per un individuo adulto è di circa 13 mg (Società Italiana di Nutrizione Umana-SINU, LARN - Livelli di assunzione di riferimento per la popolazione italiana) che, di conseguenza, risulta facilmente soddisfatta con l’alimentazione. È raro trovare situazioni di carenza da vitamina E, in quanto nella nostra dieta mediterranea già l'uso dell'olio extravergine di oliva nella maggior parte delle pietanze ne garantisce l'apporto necessario e in generale quasi tutte le diete ne contengono adeguate quantità.

Oltre all’olio extravergine di oliva, la vitamina E abbonda soprattutto negli alimenti di origine vegetale, in particolare nei semi oleosi (come noci, mandorle e nocciole, ma anche pistacchi, arachidi, pinoli, semi di girasole e semi di lino) e negli oli vegetali da essi derivati (olio di girasole, di mais, di arachidi, di lino, olio di soia, di vinacciolo etc.). Particolarmente ricco di alfa-tocoferolo è il germe di grano, ma la vitamina E si trova anche nei cereali integrali e nei legumi, soprattutto in fagioli e ceci, nelle verdure a foglia verde (come spinaci, broccoli, cime di rapa), e in pomodori, asparagi, carote, sedano, e soprattutto nell’avocado. Nelle spezie si trova nel peperoncino, nel pepe e nella paprika. Nelle erbe aromatiche è presente in prezzemolo, basilico, salvia, timo, origano e cumino. Nella frutta si trova soprattutto nei frutti di bosco e nelle albicocche essiccate. Negli alimenti di origine animale, anche se in minor quantità rispetto ai precedenti, la ritroviamo nel latte e nei latticini (soprattutto yogurt, ricotta, mozzarella di bufala, provolone e grana), nelle uova (tuorlo), nel pesce (come il merluzzo), nel fegato e nel pollame (Colombo ML, 2010).

Bisogna però considerare che il contenuto di vitamina E negli alimenti sopracitati può essere modificato da vari fattori: (i) i processi di raffinazione determinano perdite considerevoli di vitamina; (ii) la cottura provoca una deplezione del contenuto vitaminico soprattutto nelle fritture e cottura al forno; (iii) il congelamento rende tale vitamina inattiva. Quindi, è consigliabile scegliere sempre alimenti freschi, preferibilmente di stagione e provenienti da coltivazione biologica.

La vitamina E presente negli alimenti viene assorbita prevalentemente nella parte mediale dell'intestino tenue per diffusione passiva. Una volta assorbita passa nella circolazione linfatica associata ai chilomicroni che la rilasciano al fegato (principale organo di deposito). Nelle cellule del fegato (epatociti) viene poi incorporata nelle lipoproteine (LDL e HDL) e trasportata ai diversi tessuti tra cui, polmoni, cuore, muscoli e tessuto adiposo (Reboul E, 2018).

Quali sono i principali effetti benefici della vitamina E?

La vitamina E è stata inizialmente identificata come un fattore essenziale per la riproduzione (Mutalip SSM et al, 2018). In seguito, ulteriori studi hanno evidenziato la sua potente azione antiossidante, ovvero la capacità di tale vitamina di proteggere i tessuti dell’organismo dalle reazioni dannose dei radicali liberi (Colombo ML, 2010), nonché il suo ruolo chiave nell'infiammazione e nei disturbi del sistema immunitario (Azzi A et al, 2016).

Da queste sue principali funzioni è facile capire come la vitamina E abbia un ruolo protettivo nell’insorgenza di differenti patologie. A tal riguardo, una serie di studi in vitro (modelli cellulari), in vivo (in modelli animali) e studi epidemiologici, hanno dimostrato che la vitamina E svolge un effetto benefico nella prevenzione di:

  1. Sindrome Metabolica: grazie alle proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, anti-obesità, anti-iperglicemiche, anti-ipertensive, anti-ipercolesterolemizzanti ed anti-iperinsulinemici, la vitamina E sembra avere effetti benefici nella prevenzione della sindrome metabolica. Tale patologia prevede la coesistenza di almeno tre delle complicanze descritte, ovvero aumentato stress ossidativo e infiammazione, iperglicemia, ipertensione, ipercolesterolemia e iperinsulinemia (Wong SK et al, 2017).
  2. Malattie Cardiovascolari: la vitamina E inibisce l’ossidazione del colesterolo cattivo (LDL) e garantisce una buona funzionalità dei vasi, riducendo così la formazione delle placche aterosclerotiche che sono causa di infarto e ictus. Tuttavia, esistono dati contrastanti sulla sua vera efficacia (Vardi M et al, 2013; Nadeem N et al, 2012).
  3. Steatosi epatica non alcolica: la vitamina E è efficace nel trattamento della steatoepatite non alcolica (Nash). La Nash è una patologia che sorge nel momento in cui il fegato è infiammato a causa di accumulo di grasso. Nel tempo, l’infiammazione persistente può portare alla formazione di tessuto fibrotico a livello epatico e intorno ai suoi vasi. Tutto ciò può a sua volta precipitare in cirrosi (Perumpail BJ et al, 2018).
  4. Tumori: grazie alla potente azione antiossidante la vitamina E inibisce la sintesi del DNA nelle cellule tumorali. Tuttavia, dati di letteratura scientifica suggeriscono che tale azione non è determinata dall’a-tocoferolo (comunemente presente negli alimenti) ma bensì dalle altre forme di vitamina E (γ-tocoferolo, δ-tocoferolo, γ-tocotrienolo e δ-tocotrienolo) meno conosciute. Solo tali forme risultano efficaci per la prevenzione dei tumori o agiscono come coadiuvanti per migliorare la prevenzione, la terapia e il controllo dei tumori (Yang CS et al, 2012; Jiang Q, 2017).
  5. Senescenza dei globuli rossi: la vitamina E è in grado di prevenire la perossidazione dei lipidi di membrana e l’aumento di stress ossidativo nel globulo rosso, che rappresentano eventi chiave del processo di emolisi. Previene così l’integrità di queste cellule importanti per il trasporto di ossigeno nel nostro organismo (Marar T, 2011).
  6. Invecchiamento di pelle e capelli: la vitamina E è la principale responsabile dell’integrità cellulare per cui risulta fondamentale per proteggere la pelle ed i capelli dallo stress ossidativo derivante da fumo ed inquinamento atmosferico a cui sono maggiormente esposti. Gli acidi grassi contenuti nella cute, infatti, sono il principale bersaglio delle specie reattive dell’ossigeno (ROS) e la vitamina E, grazie al suo potere antiossidante, svolge un’importante azione contro l'ossidazione di tali grassi per cui viene utilizzato largamente nei prodotti cosmetici anti-invecchiamento ed antirughe. Inoltre, la vitamina E, che si deposita nello strato corneo della pelle, fa da barriera alla penetrazione de raggi UV, principali responsabili dell’invecchiamento cutaneo, per cui è alla base di molti prodotti solari (Evans JA et al, 2010; Ahmed NS et al, 2017).
  7. Cataratta: Se da un lato è fisiologico che, con l’età, il nostro cristallino tenda ad opacizzarsi, dall’altro una corretta alimentazione ne contrasta l’insorgenza. L’assunzione giornaliera di alimenti che contengono la vitamina E contribuisce alla prevenzione della cataratta, la prima causa di cecità al mondo (reversibile perché operabile) (Sella R et al, 2018).

Alcuni autori suggeriscono che la vitamina E sia efficace anche per contrastare la perdita di massa ossea, ovvero l’osteoporosi, e alcune patologie cerebrali neurodegenerative dovute all’invecchiamento, tra cui la malattia di Alzheimer. Tuttavia, i dati sono ancora contrastanti e sono necessari ulteriori studi per confermare tali ipotesi (Ahmadieh H et al, 2011; Zhang J et al, 2017; Farina N et al, 2017; Liu G et al, 2018).

Contrariamente alla vitamina D o alla vitamina A, un eccesso di vitamina E non sembra essere tossico. Ad oggi però non esistono prove inconfutabili dell’innocuità di un apporto di vitamina E prolungato, moderato o importante.

I sintomi di carenza di Vitamina E non sono molto evidenti e come sopracitato è raro per le persone che seguono una nutrizione mediterranea. Inoltre, la diagnosi è complicata a causa del ruolo del minerale selenio nel metabolismo di questa vitamina.

Fra i sintomi che possono indicare una carenza di vitamina E si trovano: deperimento, problemi ai muscoli, difficoltà motoria e incapacità di coordinazione, disturbi alla digestione, anemia emolitica (bassa concentrazione di emoglobina nel sangue responsabile del trasporto di ossigeno), sterilità e impotenza.

 

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Articolo a cura della Dott.ssa Natalia Di Pietro

PhD - Laboratory of Vascular and Stem Cell Biology

Department of Medicine and Aging Sciences - University “G. d’Annunzio”

Centro Scienze dell’Invecchiamento e Medicina Traslazionale, CeSI-MeT

 

Bibliografia

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