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Omega 3 e Omega 6

Postato da saperilocali 31/10/2017 0 Commenti Alimentazione,

Omega 3 Omega 6

Gli omega 3 e omega 6 sono acidi grassi essenziali, poiché, considerata l'impossibilità dell'organismo di sintetizzarli, devono obbligatoriamente essere introdotti con la dieta.

Una volta assunti attraverso gli alimenti, questi due nutrienti sono convertiti in altri cinque acidi grassi metabolicamente più attivi o che hanno diverse funzioni.

L’importanza degli omega 3 nella nostra dieta

Questi acidi grassi essenziali svolgono svariate funzioni fondamentali per la nostra salute:

  • Costruiscono le membrane cellulari
  • Stabilizzano i livelli di pressione arteriosa, colesterolemia, glicemia
  • Proteggono il sistema nervoso dall’invecchiamento
  • Ottimizzano lo sviluppo embrionale e del bambino
  • Tutelano il cuore dalle patologie vascolari

Il fabbisogno giornaliero ottimale stimato degli omega 3 è di 0,4 g - 1 g, una quantità difficile da assumere in una normale dieta.

Mentre, è importante mantenere il rapporto tra omega 3 e omega 6 compreso fra 1:5 e 1:10.

 

La dieta dell'uomo preistorico

L'uomo preistorico aveva una dieta pressappoco con un rapporto tra omega 3 e omega 6 di 1:1. Questo è rimasto invariato per milioni di anni, condizionando i processi metabolici dell'uomo che si è adattato a tale rapporto.

Negli ultimi 150 anni però la dieta dell'uomo è cambiata!

Anche la componente lipidica ha subito profonde modificazioni. Infatti, è aumentato l'apporto di acidi grassi omega 6 a discapito di quelli omega 3, per cui oggi si ha una dieta media con un rapporto tra 1:20 a 1:50.

Le cause

Cosa ha determinato questo spostamento di valori?

  1. è cambiata la dieta con cui vengono alimentati gli animali domestici. L'alimento centrale è diventato il mangime a base cerealicola, ricco di omega 6 e povero di omega 3. Ciò ha portato a modificare il contenuto di questi acidi grassi nelle carni degli animali così allevati, per cui, ad esempio, la carne bovina di oggi è praticamente priva di omega 3, così come il latte e le uova da allevamenti intensivi;
  2. il maggior consumo di oli vegetali con un rapporto non ottimale tra omega 3 ed omega 6 (colza, girasole, lino, soia, mais, arachidi, cotone, palma, cocco), fortemente suggerito dai medici negli anni '60  e '70 per le loro proprietà di abbassare i livelli ematici di colesterolo, ed oggi ampiamente utilizzati dall'industria alimentare per il loro basso costo nella preparazione di cibi pronti o lavorati;
  3. la minor presenza di omega 3 nel pesce d'allevamento rispetto a quello pescato (fonte primaria ed importante di omega 3 nella dieta dell'uomo), dovuta al fatto che il pesce selvatico si nutre prevalentemente di fitoplacton e non di mangimi come quelli di allevamento;
  4. il minor consumo di pesce crudo nelle varie versioni di pesce secco, salato o affumicato. Infatti, i processi di cottura provocano notevoli modificazioni del contenuto lipidico sia di tipo quantitativo che qualitativo, di cui spesso a pagarne le conseguenze sono proprio le componenti di acidi grassi omega 3 ossidati dalla presenza di ossigeno e calore.

Rimedi?

Tanti sono i rimedi che possiamo adottare per ristabilire un corretto rapporto tra omega 3 ed omega 6:

  1. scegliere prodotti animali da allevamenti naturali, allevamenti biologici, a pascolo e/o semi-brado, riducendo notevolmente quantità e periodicità di consumo di carni, uova, latte, formaggi e salumi;
  2. non far mancare mai dalla tavola olio extra-vergine di oliva, spremuto a freddo e con processo poco ossidativo, integrando la dieta con un uso ridottissimo di oli vegetali da agricoltura biologica sempre spremuti a freddo (olio di canapa, di lino, di sesamo, di germe di grano), eliminando totalmente le margarine e gli oli vegetali di origine industriale;
  3. consumare, in modo responsabile, solo pesce da pescato e non di grandi dimensioni (per via del fatto che nel pesce grande si accumulano eventuali presenze di metalli pesanti dovuti all'inquinamento del mare);
  4. consumare pesce conservato in olio extravergine di oliva o di girasole, ovvero in acqua di cottura, non processato in autoclave, e le cui carni siano consistenti. Questo prova il fatto che si tratta di pesce non di allevamento e che non è stato sottoposto a trattamento termico con alte temperature. Esistono molti conservatorieri artigianali che ancora riescono a produrre pesce conservato di ottima qualità nutraceutica;
  5. consumare una buona quantità di legumi, i quali sono ricchi di omega 3, variando sempre tipo e quantità.
  6. prediligere l'assunzione di acidi grassi essenziali da alimenti naturali, in quanto il loro effetto sulla salute è maggiore, così come le loro funzioni strutturali e metaboliche, sul nostro organismo; ma anche attraverso integratori alimentari adeguati.

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