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Le proprietà del tè verde: focus su teina e teanina

Postato da saperilocali 17/10/2018 0 Commenti Alimentazione,Alimenti,Benessere,

Tè verde

Le proprietà del Tè verde: focus su Teina e Teanina.

In alcuni paesi del mondo, il tè viene consumato più del caffè, sia nella sua forma più classica, che nelle diverse varietà: tè bianco, tè nero, tè verde, tè giallo, thè oolong, tè post-fermentato (varietà più rinomate sono: il Tè Pu'er, Yunnan (雲南普洱茶, Yúnnán Pǔ'ěr chá); il Tè Lu'an, Anhui (安徽六安籃茶, Ānhuī Lù'ān lán chá); il tè Liubao, Guangxi (廣西六堡茶, Guǎngxī Lìubǎo chá); il Tè Hunan heicha, Hunan (湖南黑茶, Húnán hēichá); il Tè Laobian, Hubei (湖北佬扁茶, Húběi lǎobiǎn chá); il Tè Biancha, Sichuan (四川邊茶, Sìchuān biānchá); il tè Pu'er (cinese Pǔ'ěr 普洱), prodotto nelle aree montuose che circondano l'omonima contea nella provincia dello Yunnan, è la varietà più nota e il suo nome viene spesso usato per riferirsi all'intera famiglia dei tè postfermentati).

Ogni tipologia di tè nasce dalla stessa pianta, la Camellia sinensis (o Thea chinensis), coltivata in diversi paesi del mondo e sottoposta a differenti processi di lavorazione che creano poi le varietà sopracitate.

Questo articolo è incentrato sul tè verde, per via dei suoi pregi nutraceutici ed effetti positivi sulla salute umana.

Ciò che identifica il tè verde è sicuramente il fatto che le foglie utilizzate (quelle della Camellia Sinensis) non subiscono nessun processo di fermentazione e di ossidazione, contrariamente a tutte le altre varietà che conosciamo.

Questo gli permette di mantenere un gusto più leggero e delicato rispetto ad esempio al tè nero, frutto invece di lunghi periodi di lavorazione.

Le foglie del tè verde vengono quindi raccolte quando la pianta raggiunge circa il metro e mezzo di altezza e fatte poi essiccare ad alte temperature per poterlo commercializzare.

È interessante evidenziare che sono molti gli studi finalizzati alla scoperta delle proprietà che ha il tè verde sul nostro organismo, la maggior parte dei quali concordano sulle azioni benefiche (Yang CS et al, 2013; Saeed M et al, 2017).

Ad esempio, nel 2006 l’Università di Yale ha diffuso uno studio intitolato “Asian Paradox” (il Paradosso Asiatico), dove si sottolinea il fatto che in Asia, nonostante un altissimo consumo di sigarette, esiste una minore incidenza di malattie cardiovascolari e cancro, riconducendola all’abitudine diffusa in tutto il Continente di bere grandi quantità di tè verde (Sumpio BE et al, 2006).

Numerosi altri studi hanno evidenziato che il consumo di tè verde può risultare utile nella prevenzione dell’obesità, della sindrome metabolica, del diabete, delle malattie neurodegenerative, dell’osteoporosi e per combattere infezioni virali e batteriche (Saeed M et al, 2017).

Tali effetti positivi derivano dalla caratteristica composizione chimica del tè verde, che garantisce la presenza di molteplici composti con note attività antiossidanti, anti-infiammatorie, anti-proliferative ed anti-angiogenetiche, tra questi: i polifenoli (in particolare, epigallocatechina-3-gallato un polifenolo tipico del tè verde, dovuto alla non-fermentazione del tè verde); i tannini (oppure "flavonoidi del tè"); l’acido clorogenico; le saponine; le vitamine (C, K e del gruppo B); la teina (ovvero la caffeina) e la teanina - un aminoacido responsabile del potenziamento del gusto umami- (Cooper R et al, 2005 Part I and II).

Dunque, focalizziamo la nostra attenzione su questi ultimi due composti.

Teina

La principale molecola presente nel tè è la teina, ovvero la caffeina, la stessa contenuta nel caffè. La presenza di due termini per indicare la stessa sostanza deriva dal fatto che quando furono scoperte nelle due piante, dalle quali prendono il nome, si credeva fossero due composti chimici diversi. Una foglia di tè contiene circa il 4% di caffeina, ed a parità di peso secco contiene più caffeina della pianta di caffè. In realtà la bevanda ne contiene di meno rispetto al caffè perché nel tè risulta molto più diluito: 200 ml di tè contengono circa 40 mg di caffeina, mentre una tazza di caffè espresso circa 80 mg. Va sottolineato che la caffeina del tè viene assorbita più lentamente dall’organismo rispetto alla caffeina del caffè, quindi i suoi effetti sono molto più moderati ma si protraggono più a lungo. La teina agisce direttamente sul sistema nervoso, stimola il cuore e aiuta la circolazione, e aiuta il metabolismo (Turnbull D et al, 2017; Bhaktha G et al, 2015; Acheson KJ et al, 2004).

Teanina

La teanina è un amminoacido presente in natura in varie piante, principalmente in certi tipi di tè verde. Tale sostanza fu isolata per la prima volta nel 1950 dalle foglie di tè, e da allora si è largamente diffusa come integratore alimentare. Sicuramente l’aspetto più allettante della L-teanina (levo -teanina, la forma più presente in natura) sta nella sua capacità di contribuire al rilassamento e la riduzione dell’ansia senza effetti sedativi o il rischio di dipendenza e assuefazione tipici dei farmaci ansiolitici (Lu K et al, 2004; White DJ et al, 2016).

Ben presto si scoprì che la teanina ha un’azione sinergica con la caffeina, riduce gli effetti collaterali di quest’ultima — come l’agitazione e l’ansia — e allo stesso tempo migliora la memoria e le capacità cognitive ben oltre quanto possibile con la sola caffeina. È stato anche provato che riduce la pressione sanguigna, il che spiega anche perché, generalmente, l’assunzione di tè verde — anche in grandi quantità — non sia associato agli effetti collaterali tipici dell’assunzione di caffè (Dodd FL et al, 2015).  Dopo l’assunzione orale, la teanina attraversa facilmente la barriera emato-encefalica (Yokogoshi H et al, 1998). I suoi effetti si presentano dopo un’ora dall’assunzione, e durano per circa 5-6 ore dopo la somministrazione.

La teanina non ha un impatto significativo sulle monoammine (come ad esempio la serotonina) o le catecolamine (come ad esempio la noradrenalina) a differenza dei farmaci antidepressivi.

Dato che la teanina è strutturalmente simile a neurotrasmettitori come il glutammato e l’amminoacido glutammina, essa contribuisce al loro meccanismo di trasporto, il che può ridurre i livelli sinaptici del glutammato, un neurotrasmettitore importante per la memoria ma che, ad alti livelli, causa grave neurotossicità (Nathan PJ, 2006).

***

Sulla base di quanto esposto sopra, possiamo concludere che il tè verde è un’ottima bevanda, non solo per il suo gusto particolare ma anche per gli infiniti benefici. Tuttavia, la giusta quantità di tè verde in una giornata è di massimo 3 tazze al giorno ed è sempre meglio consumare l’ultima tazza di tè almeno due ore prima di coricarsi altrimenti potrebbe causare insonnia. Inoltre, per ridurre l’apporto calorico, l’ideale sarebbe bere tè verde senza zuccherarlo oppure aggiungendo solo un cucchiaino di miele (magari di tipo funzionale).

Attenzione però, accanto agli effetti benefici dati dall’uso di infusi ed estratti di té verde, esiste documentazione in letteratura che indica come l’uso improprio o eccessivo di tali preparazioni possa determinare l’insorgere di effetti avversi (Scho¨nthal AH, 2011).

Tra questi, per esempio, i tannini del té verde interferiscono con l’assorbimento e la biodisponibilità del ferro. Quindi è importante ricordare di non assumere integratori a base di ferro in concomitanza con té verde (soprattutto con estratti concentrati).

Inoltre, è bene evitare il té verde in gravidanza poiché esso riduce l’effetto dell’acido folico, sostanza indispensabile per diminuire il rischio di spina bifida e di parto prematuro.

Inoltre, ed in generale, bisogna porre particolare attenzione alla co-somministrazione di medicinali e integratori naturali come le erbe medicinali. Infatti, maggiore è il numero delle piante associate tra loro e più alto è il rischio di interferenze farmacologiche, allergie ed effetti collaterali soprattutto quando i pazienti non comunicano al proprio Medico l’assunzione di preparati vegetali in concomitanza con le terapie farmacologiche prescritte.

 

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Articolo a cura della Dott.ssa Natalia Di Pietro

PhD - Laboratory of Vascular and Stem Cell Biology

Department of Medicine and Aging Sciences - University “G. d’Annunzio”

Centro Scienze dell’Invecchiamento e Medicina Traslazionale, CeSI-MeT

 

Bibliografia

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