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GLI STEROLI VEGETALI AMICI DEL CUORE E DEL COLESTEROLO BUONO

Postato da saperilocali 04/12/2018 0 Commenti Alimentazione,Alimenti,Benessere,

steroli vegetali

GLI STEROLI VEGETALI AMICI DEL CUORE E DEL COLESTEROLO BUONO

Gli steroli vegetali (o fitosteroli) sono composti lipofili (che si sciolgono facilmente negli oli e nei grassi) con struttura analoga a quella del colesterolo. Essi sono ampiamente distribuiti nel regno vegetale ed insieme ad altri steroli saturi, denominati stanoli, sono noti fin dagli anni ’50 per le loro proprietà ipocolesterolemizzanti (Pollack OJ, 1953). Nella dizione comune il termine fitosteroli viene solitamente utilizzato per indicare complessivamente steroli e stanoli.

I fitosteroli non possono essere sintetizzati per via endogena nell’uomo e derivano quindi esclusivamente dalla dieta. Sebbene siano stati identificati più di 250 fitosteroli diversi, i più comuni sono il sitosterolo, il campesterolo e lo stigmasterolo, che rappresentano in media rispettivamente il 65%, il 30% e il 3% dell’apporto dietetico (Patel MD et al, 2006).

Come funzionano i fitosteroli?

I fitosteroli agiscono nell'intestino: qui si trovano sia il colesterolo introdotto con la dieta, sia il colesterolo prodotto dall'organismo stesso.

Gli steroli vegetali hanno una struttura chimica simile a quella del colesterolo (da cui differiscono solamente per la catena laterale). Nell’intestino tenue, gli steroli vegetali sono in competizione con il colesterolo (proveniente dagli alimenti o dal ciclo del colesterolo) per l’assorbimento nell’organismo umano (Von Bergmann K et al, 2005).

Questo meccanismo di competizione induce una significativa riduzione dell'assorbimento di colesterolo. Ciò provoca una riduzione del “colesterolo cattivo” (colesterolo LDL) nell’organismo. In breve, gli steroli vegetali causano una riduzione del colesterolo LDL e del colesterolo totale.

Il colesterolo HDL (il “colesterolo buono”) resta invariato. Inoltre, l’inibizione dell’assorbimento del colesterolo da parte dei fitosteroli è potenziata dalla loro capacità di co-cristallizzare con il colesterolo stesso, aumentandone così l’escrezione fecale.

Alimenti contenenti steroli vegetali

Gli steroli vegetali sono naturalmente presenti nella frutta a guscio (pistacchi, nocciole, noci, mandorle), nei semi di sesamo e girasole, negli oli di germe di grano, mais, colza, extravergine d’oliva, semi di soia, nei cereali (crusca e germe di frumento, grano saraceno), nonché, ma in misura minore, nella frutta e nella verdura fresche: come cavoletti di Bruxelles, cavolfiori, broccoli, olive nere e nei legumi (Racette SB et al, 2015).

Nei paesi occidentali l’apporto con la dieta è simile a quello del colesterolo (150-400 mg/die) aumentato di circa un 50% nel caso delle diete vegetariane.

Alimenti arricchiti di fitosteroli

Tra le mode del momento in ambito alimentare c’è anche quella di assumere cibi arricchiti di fitosteroli. Si tratta di alimenti denominati “functional food” ovvero alimenti funzionali (Taşan M et al, 2006). Tali alimenti in questa nuova formula potenziata, risulterebbero più efficaci nell’abbassare i livelli di colesterolo nel sangue.

Di conseguenza, la Commissione Europea ha autorizzato l'aggiunta di steroli vegetali a una varietà di cibi (per esempio grassi da spalmare, condimenti per insalata, latte, latte fermentato, prodotti quali yogurt e formaggi, bevande alla soia e salse piccanti), ammesso che vengano presentati in modo tale da rendere semplice la suddivisione in porzioni che contengano un massimo di 3 grammi (quando se ne consuma una porzione al giorno) o di 1 grammo (quando se ne consumano 3 porzioni al giorno). Infatti, gli studi hanno mostrato che si può ottenere una riduzione del colesterolo nel sangue consumando 1-3 grammi di steroli o stanoli vegetali al giorno, ma non si ottiene una riduzione ulteriore assumendone più di 3 grammi. L'assunzione di 2 grammi di steroli o stanoli vegetali al giorno porta in media ad una riduzione del 10% del colesterolo LDL (Lichtenstein AH, 2002).

Effetti benefici degli steroli vegetali

È ampiamente documentato che alti livelli di colesterolo nel sangue (in particolare il colesterolo LDL, quello “cattivo” perché altamente aterogenico) sono tra i principali fattori di rischio per lo sviluppo di malattie cardiovascolari e cerebrali (Köhler J et al, 2017). La formazione di placche ateromasiche, oltre a rappresentare un fattore di rischio per eventi cardiovascolari (come infarto e ictus), possono determinare l’insorgenza di deficit cognitivi a causa della riduzione del corretto afflusso di sangue a livello del sistema nervoso centrale (Saver JL et al, 2018; Samieri C et al, 2018; Williamson W et al, 2018).

L’inserimento nella dieta di prodotti arricchiti in fitosteroli o integratori a base di queste molecole svolgono un’azione ipocolesterolemizzante che si mantiene nel tempo se la loro assunzione è regolare. Inoltre, i fitosteroli potrebbero efficacemente sinergizzare con le statine, i farmaci più impiegati nel controllo della colesterolemia. Tale associazione va comunque realizzata sempre sotto il diretto controllo del medico.

In maniera interessante, altri recenti studi hanno dimostrato che i fitosteroli sarebbero in grado di prevenire l'insorgenza di alcuni tipi di tumore e, sulla base del loro meccanismo di azione, sono emersi altri effetti benefici nei confronti dell’infiammazione, obesità e diabete (Blanco-Vaca F et al, 2018; Lambert C et al, 2017; Li YC et al, 2018; Trautwein EA et al, 2018).

Effetti collaterali degli steroli vegetali

Sembrerebbe tutto perfetto: sostanze naturali dalla dimostrata azione benefica. Eppure, non mancano gli effetti collaterali e le dovute precisazioni relative alle loro modalità di utilizzo.

Dando uno sguardo a cosa accade oltreoceano, negli Stati Uniti la FDA (Food and Drug Administration, ovvero l’agenzia governativa che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici), ha riconosciuto e dato il via libera da anni all’utilizzo dei fitosteroli come additivi alimentari. Ciononostante, sono stati sollevate perplessità sull’uso dei fitosteroli nell’alimentazione umana, per via dei potenziali effetti negativi sulla salute: primo fra tutti il fatto che i fitosteroli possono contrastare l’assorbimento non solo del colesterolo, ma anche di altri importantissimi nutrienti come vitamine liposolubili e carotenoidi (Ntanios FY et al, 2002).

Le ricerche mediche hanno evidenziato come il consumo di cibi addizionati di fitosteroli, dove queste molecole sono assunte in dosi che vanno da due a tre grammi giornalieri, possono abbassare le concentrazioni sanguigne di diversi importanti ossidanti come il beta-carotene (–25%), l’alfa-carotene (–10%) e la vitamina E (–8%). Proprio per via del minore assorbimento a livello intestinale di questi antiossidanti, i medici raccomandano a chi utilizza prodotti contenenti steroli vegetali di aumentare il consumo giornaliero di frutta e verdura, in modo da poter compensare questi deficit.

Inoltre, data la necessità di un approccio multifattoriale nel trattamento delle ipercolesterolemie e negli interventi volti alla riduzione del rischio di patologie cardiovascolari, è opportuno che il consumo di questi prodotti venga inserito nell’ambito di un intervento di carattere generale che promuova l’adozione di un adeguato stile di vita complessivo (dieta bilanciata, limitazione del fumo, aumentata attività fisica, ecc.) e non sia invece considerato dai consumatori come una facile scorciatoia che consenta loro di eludere i reali problemi.

Il consumo di fitosteroli è altamente sconsigliato in presenza di “fitosterolemia”, una rara patologia autosomica recessiva, caratterizzata da un marcato aumento delle concentrazioni ematiche e tessutali di fitosteroli che portano ad una patologia cardiovascolare prematura (John S, 2007).

Infine, bisogna tener presente che il consumo di prodotti arricchiti in fitosteroli potrebbero risultare inadeguati dal punto di vista nutrizionale per le donne in gravidanza, in allattamento e nei bambini di età inferiore a 5 anni.

 

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Articolo a cura della Dott.ssa Natalia Di Pietro

PhD - Laboratory of Vascular and Stem Cell Biology

Department of Medicine and Aging Sciences - University “G. d’Annunzio”

Centro Scienze dell’Invecchiamento e Medicina Traslazionale, CeSI-MeT

 

Bibliografia

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