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GLI ISOFLAVONI, I FITOESTROGENI ALLEATI DELLA DONNA

Postato da saperilocali 22/12/2018 0 Commenti Alimentazione,Alimenti,Benessere,

GLI ISOFLAVONI, I FITOESTROGENI ALLEATI DELLA DONNA

Che cosa sono gli isoflavoni?

Gli isoflavoni sono polifenoli privi di colore appartenenti alla classe dei flavonoidi.
Essi, a differenza degli altri flavonoidi, si trovano esclusivamente nelle piante appartenenti alla famiglia delle Leguminose o Fabacee (di cui fanno parte: fava, fagiolo, pisello, cece, lenticchia, cicerchia, lupino, trifoglio rosso, soia); quantità inferiori si rilevano anche in altri cibi (ad es. cereali integrali e finocchio). Particolarmente ricchi di isoflavoni risultano essere il trifoglio rosso (una pianta officinale) e la soia.

Per quanto riguarda quest’ultima ed i suoi derivati, come il latte di soia, il tofu, il tempeh e il miso, sono la principale fonte di isoflavoni nella dieta umana. Il contenuto in isoflavoni della soia e dei prodotti derivati varia in modo considerevole in funzione della zona geografica e delle condizioni di crescita e lavorazione; ad es. la soia ne contiene tra 580 e 3800 mg/kg di peso fresco mentre il latte di soia tra i 30 e i 175 mg/L.

Gli isoflavoni più abbondanti in questi alimenti sono la genisteina, la daidzeina e la gliciteina, in genere presenti in rapporto di concentrazione 1:1:0,2 (Rizzo G et al, 2018).

Anche se gli isoflavoni non sono steroidi, sono strutturalmente simili agli estrogeni, in particolare all’estradiolo. Questo conferisce loro proprietà pseudo-ormonali, compresa la capacità di legarsi ai recettori per gli estrogeni, e sono per questo considerati fitoestrogeni o estrogeni vegetali.

Tuttavia, gli isoflavoni hanno un debole potere estrogenico, compreso tra un millesimo ed un decimillesimo di quello dell'estradiolo (ormone sessuale -estrogeno- che in ambito farmacologico viene utilizzato principalmente contro i sintomi della menopausa). Nonostante questo, sono in grado di produrre effetti fisiologici (estrogeno-simili) perché i loro livelli ematici sono estremamente elevati nelle donne (e negli uomini) che assumono alimenti a base di soia.

Quindi non sorprende che si sia sviluppato un interesse, sia tra i consumatori che tra i ricercatori, nei confronti di possibili terapie alternative che presentino vantaggi simili a quelli degli estrogeni.

Inoltre, poiché i legumi, la soia in primis, sono una parte importante della dieta in molte culture, questi flavonoidi potrebbero avere un grande impatto sulla salute umana.

Vediamo alcuni benefici generici degli isoflavoni di soia:

  • Effetti antitumorali. Grazie alla loro azione antiossidante, antinfiammatoria ed immunostimolante gli isoflavoni sembrano avere un ruolo importante nella prevenzione di alcune forme di tumori, tra cui il cancro al seno (Ziaei S et al, 2017; Mazumdera AR et al, 2016; Bi JYX et al, 2016).
  • Riduzione dei livelli del colesterolo. Alcuni studi mostrano che gli isoflavoni da soia sono in grado di indurre una diminuzione del colesterolo totale e delle concentrazioni di lipoproteine a bassa densità (LDL, colesterolo cattivo) e un aumento dei livelli di lipoproteine ad alta densità (HDL, colesterolo buono) (Demonty I et al, 2003).
  • Effetti sul sistema cardiovascolare. La soia ha fra i suoi benefici quello di abbassare il colesterolo cattivo nel sangue, ostacola l’ossidazione delle molecole di LDL impedendo l’ostruzione delle arterie. Tali effetti, insieme all’azione antiossidante ed anti-infiammatoria degli isoflavoni, garantiscono un’azione anti-aterogenica (Clair RS et al, 2005).
  • Effetti sui disordini metabolici. Alcuni studi hanno dimostrato che gli isoflavoni, in particolare la ginesteina, migliorano la sensibilità all'insulina e il metabolismo degli acidi grassi e contrastano l’insorgenza di diabete mellito ed obesità (Mukund V et al, 2017).
  • Effetti su malattie neurologiche. Alcuni studi dimostrano che una corretta assunzione di isoflavoni da soia con la dieta aiuta a ridurre il rischio di insorgenza della malattia di Alzheimer (Lu Y et al, 2018).
  • Effetti sull’invecchiamento della pelle. Studi sperimentali e clinici indicano che la deprivazione di estrogeni, in particolare in post-menopausa, è associata a secchezza, atrofia e rughe sottili della pelle oltre che a scarsa cicatrizzazione delle ferite. L'isoflavone genisteina, mediante legame al recettore degli estrogeni, sembra avere un effetto positivo su tali cambiamenti della pelle (Irrera N et al, 2017).

Benefici degli isoflavoni specifici per le donne

La similitudine degli isoflavoni di soia con gli estrogeni femminili fa sì che i benefici specifici per le donne siamo molti e fra loro diversificati, ecco quelli più importanti.

  • Previene l’osteoporosi. Gli isoflavoni avrebbero due funzioni benefiche nella lotta contro l’osteoporosi nella donna, da un lato stimolano le cellule che hanno la funzione di rigenerare il tessuto osseo (osteoblasti) e dall’altro limitano l’attività di quelle che distruggono le ossa (osteoclasti). Altri studi hanno dimostrato che gli isoflavoni di soia migliorano l’assorbimento di calcio da parte delle ossa (Lambert MNT et al, 2018).
  • Menopausa. Il ruolo degli isoflavoni di soia come sostituti degli estrogeni (terapia sostitutiva) riducono alcuni sintomi degli squilibri ormonali tipici di questo periodo non fertile della donna. Sbalzi di umore, tremori e le comuni vampate risultano attenuate dal consumo della soia (Smeriglio A et al, 2017).
  • Regolarizza i livelli degli ormoni. Gli isoflavoni non sono utili solo alle donne in menopausa ma anche a quelle ancora in età fertile, aiutano a regolare il ciclo mestruale e aiutano le donne che soffrono di un ciclo irregolare e scompensi ormonali di altro tipo; la soia non dovrebbe mancare mai nella loro alimentazione (Messina M et al, 2017).

Sebbene queste molecole siano state oggetto di numerose ricerche, il loro ruolo per il benessere dell'organismo umano rimane controverso (Messina M, 2016; Sukalingam K et al, 2015), a causa degli effetti simili agli estrogeni che possono essere un rischio per alcuni individui, in particolare, per esempio, donne con cancro al seno o con la possibilità di contrarla (Hüser S et al, 2018). Inoltre, vi sono sostanziali incongruenze tra i risultati ottenuti dagli studi epidemiologici condotti sulla popolazione orientale, che hanno trovato proprietà benefiche per la salute e studi clinici occidentali, che hanno riscontrato effetti meno positivi.

Altro argomento parecchio dibattuto è quello relativo ai potenziali effetti negativi della soia su soggetti con patologie tiroidee. Effettivamente sembra che la soia interferisca con l’utilizzo dello iodio da parte delle cellule tiroidee e che potrebbe essere causa dell’iperplasia alla base del cancro alla tiroide. Parliamo ancora di studi non confermati e l’unica cosa certa è che effettivamente la soia interferisce con l’assorbimento dei farmaci utilizzati per la cura di patologie tiroidee, primo tra tutti l’Eutirox. Resta importante assicurare l’introito di iodio se si segue un’alimentazione a base di soia per evitare che la quantità di questo minerale sia interferita dal suo consumo e evitare di mangiare soia se si hanno patologie che compromettono totalmente la funzionalità della tiroide, come ad esempio la tiroidite di Hashimoto (Hüser S et al, 2018).

Altro dubbio è quello relativo all’origine della soia che sembra essere per la maggior parte un legume OGM (organismi geneticamente modificati). La questione OGM è ancora alla base di numerosi dibattiti in quanto non si riesce ancora a comprendere se effettivamente possano avere o meno un ruolo sulla regolazione genica del nostro organismo inducendo dei problemi. Oggi è possibile acquistare della soia etichettata come NON OGM presso i negozi più forniti per eludere questo problema.

In conclusione, mangiare più cibi a base di soia è facile e delizioso ma, come della maggior parte degli altri alimenti, non bisogna abusarne.

Dal momento che la soia è un cibo sorprendentemente versatile, esistono possibilità innumerevoli per aggiungere più soia alla vostra dieta. Ciò rende l'assunzione di cibi a base di soia uno dei più semplici cambiamenti che si possano effettuare per migliorare la salute. Le Ricerche suggeriscono che l'aggiunta di 2 porzioni di cibi a base di soia al vostro menù quotidiano può aiutare a ridurre il rischio di osteoporosi e cardiopatia, e forse può permettere di alleviare alcuni degli effetti collaterali della menopausa.

 

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Articolo a cura della Dott.ssa Natalia Di Pietro

PhD - Laboratory of Vascular and Stem Cell Biology

Department of Medicine and Aging Sciences - University “G. d’Annunzio”

Centro Scienze dell’Invecchiamento e Medicina Traslazionale, CeSI-MeT

 

Bibliografia

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