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L'ACIDO FOLICO, LA VITAMINA NON SOLO ROSA

Postato da saperilocali 15/12/2018 0 Commenti Alimentazione,Alimenti,Benessere,Frutta e verdura di stagione,

VITAMINA B12

L'ACIDO FOLICO, LA VITAMINA NON SOLO ROSA

 

L'acido folico o vitamina B9 è una vitamina idrosolubile essenziale per la sintesi del DNA e delle proteine, due processi indispensabili per la crescita, il metabolismo e la replicazione cellulare, senza i quali sarebbe impossibile rinnovare e garantire il generale funzionamento dei tessuti dell’organismo (Nazki FH et al, 2014; Paoloni-Giacobino A et al, 2003; Fenech M et al, 2012).

Essendo necessaria per la replicazione cellulare, la vitamina B9 è particolarmente richiesta da tessuti in crescita e sottoposti a un ricambio cellulare molto rapido. In particolare, questo micronutriente è un supporto insostituibile per la sintesi dell’emoglobina e la formazione dei globuli rossi (che avviene in modo pressoché costante per reintegrare quelli invecchiati o danneggiati, eliminati dalla milza) (Koury MJ et al, 2004) per il turn over delle mucose, per la proliferazione e la differenziazione dei tessuti embrionali e, soprattutto, per lo sviluppo del sistema nervoso del feto durante la gravidanza (Atta CAM et al, 2016).

La vitamina B9 è altresì importante per il buon funzionamento del sistema nervoso in tutte le epoche della vita (Balashova OA et al, 2018), nonché per una piena efficienza degli organi sessuali e il mantenimento della fertilità sia femminile sia maschile (produzione di ovuli e spermatozoi maturi, adatti alla fecondazione) (Thaler CJ, 2014; Gaskins AJ et al, 2018).

In aggiunta, l’acido folico potrebbe avere un’azione preventiva nei confronti delle malattie cardiovascolari e dell’ipertensione, che deve però essere ancora stabilita con precisione in termini di meccanismo ed entità della protezione offerta. Attualmente, quel che è certo è che mantenere un adeguato apporto di vitamina B9 è utile per ridurre i livelli di omocisteina, un aminoacido che, se presente in eccesso nel sangue, si associa a un aumentato rischio cardiovascolare (Stanhewicz AE et al, 2017; Cui S et al, 2018; Hankey G J et al, 2018).

Inoltre, l’acido folico rappresenta un cofattore essenziale nella regolazione della metilazione del DNA. Le anormalità in questo processo sono state collegate allo sviluppo di mutazioni e cancro (Nazki FH et al, 2014; Crider KS et al, 2012). A tal riguardo, bassi livelli ematici di folato sono associati a determinati tipi di cancro. Tuttavia, un eccessivo apporto di acido folico (superiore al normale range dietetico e non in soggetti sani) può accelerare la crescita del tumore nei pazienti oncologici, indicando che il ruolo del folato nella prevenzione dello sviluppo del cancro dipende dal dosaggio (Y-I Kim, 2006; Liew SC, 2015).

Sulla base di quanto esposto finora, è evidente che sono necessarie indagini più dettagliate sui benefici dell'acido folico sulla salute umana prima di raccomandarlo per l'integrazione, il trattamento o la prevenzione di alcune tipologie di malattie.

Mentre, sicuramente è raccomandata un’integrazione di acido folico nelle donne in gravidanza, in procinto di intraprenderla o in fase di allattamento.

Infatti, livelli insufficienti di questa vitamina pregiudicano lo sviluppo del sistema nervoso centrale del feto (che si forma soprattutto nel primo mese di gestazione, ma che continua a maturare e a perfezionarsi durante tutto il primo anno di vita del bambino) ed espongono a un elevato rischio di spina bifida (incompleta chiusura della parte inferiore del tubo neurale), anencefalia (incompleto sviluppo del cervello) ed encefalocele (malformazione cerebrale simile a un’ernia) (Atta CAM et al, 2016).

L’integrazione di acido folico è consigliata anche in alcune situazioni particolari che comportano un ridotto assorbimento o un aumentato fabbisogno. Esigenze di questo tipo si riscontrano durante terapie con alcuni farmaci (come anticonvulsivanti, chemioterapici, estroprogestinici), elevato consumo di alcolici, coesistenza di patologie come diabete mellito insulino-dipendente, celiachia, patologie da malassorbimento intestinale o presenza di specifici polimorfismi nei geni coinvolti nel metabolismo dei folati.

ALIMENTI CONTENENTI VITAMINA B9

Prima di indicare le principali fonti alimentari di vitamina B9 è necessario precisare che l’acido folico è la forma ossidata del composto, non presente in natura, ma ottenuta per sintesi chimica e inserita come tale in integratori alimentari e nei cibi arricchiti, generalmente insieme ad altre vitamine e sali minerali.

Negli alimenti naturali privi di fortificazioni vitaminiche, la vitamina B9 è presente in forma di folato, altrettanto efficace ai fini nutrizionali, ma non del tutto sovrapponibile alla precedente.

A contenere folati sono soprattutto la verdura a foglia verde (come spinaci, broccoli, asparagi, lattuga, rucola, verze ecc.) e i pomodori, i legumi (fagioli, piselli, lenticchie, ceci ecc.), la frutta (principalmente, kiwi, fragole e arance) e la frutta secca (come mandorle, noci e nocciole). Altre interessanti fonti di vitamina B9 sono il germe di grano, il lievito di birra e i cereali.

Per quanto riguarda i cibi di origine animale, a contenere buone quantità di folati sono principalmente il fegato e le frattaglie, così come alcuni formaggi e le uova.

Oltre a cercare di mantenere una dieta varia ed equilibrata, per assumere ogni giorno un’adeguata quantità di folati è importante consumare i cibi che li contengono quando sono freschi, preferibilmente di stagione, e prestare attenzione alle modalità di preparazione, cottura e conservazione. I folati, infatti, appartengono al gruppo delle vitamine idrosolubili che, oltre a essere disperse nell’acqua di cottura in caso di bollitura, sono distrutte dal calore, dalla luce e dall’acidità e si disperdono rapidamente nell’aria.

Da ricordare, quindi, che, per preservarne le proprietà nutrizionali e ottenere il massimo apporto vitaminico, frutta e verdura vanno consumate il più possibile crude (o appena scottate in padella) e intere o subito dopo averle tagliate, frullate o centrifugate. Infine, conservate le verdure in frigorifero per proteggere la vitamina B9 dalla luce e dal calore.

DA CONSIDERARE

Affinché i folati possano esercitare la loro azione di supporto alla sintesi del DNA e, quindi, alla replicazione cellulare, è essenziale assicurare anche un adeguato apporto di vitamina B12, chiamata anche cobalamina (Fenech M et al, 2012). Questa vitamina è abbastanza facile da ottenere in dosi adeguate attraverso l’alimentazione, a patto di seguire una dieta varia e comprendente alimenti di origine animale, dal momento che pesce, uova, latticini e carne sono gli unici che contengono questo micronutriente essenziale.

Chi segue regimi alimentari latto-ovo vegetariani e che ammettono il consumo di lievito di birra, in genere, non hanno problemi di deficit di vitamina B12, se la dieta viene pianificata in modo razionale, mentre i vegani che escludono dall’alimentazione tutti i derivati animali devono prevedere integrazioni di vitamina B12 per non andare incontro a carenze.

 

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Articolo a cura della Dott.ssa Natalia Di Pietro

PhD - Laboratory of Vascular and Stem Cell Biology

Department of Medicine and Aging Sciences - University “G. d’Annunzio”

Centro Scienze dell’Invecchiamento e Medicina Traslazionale, CeSI-MeT

 

Bibliografia

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